Il danese “Petram” (“pietra”, “roccia”; di lui si conosce questo pseudonimo) vive sull’isola di Bornholm, Danimarca. È un uomo schivo, “originale”. Chi lo conosce ne parla come un personaggio alla Bode Miller: il campione del mondo di sci Alpino (2005 e 2008) fuori dalle gare amava soggiornare in camper rinunciando così alle comodità dell’albergo. Petram non è un artigiano con una certificata professionalità nel settore (se non quella che gli viene dalla clientela). È solo animato da una grande passione e un’indubbia capacità tecnica. Perciò in molti lo cercano. Se hai un desiderio sfrenato di un orologio in bronzo con corona al 4 (qui ho pubblicato uno Speciale su Crownat4.com) e sei piuttosto esibizionista potrebbe essere l’uomo giusto per te. Ma non è uno facile: lo contatti, non risponde, passano settimane, si fa vivo, poi scompare di nuovo. Genio e sregolatezza. Ma per l’appassionato di orologeria che desidera un carro armato da polso un Petram è l’orologio ideale. Parliamo di un diver con cassa in bronzo, corona al 4 e prestazioni assolutamente di rigore, qualcosa di simile (neanche tanto idealmente) al gigantesco panzer VIII Maus del 1945.

SUPER PESANTE

Nel 1942, in piena seconda Guerra Mondiale, Ferdinand Porsche presentò ad Adolf Hitler il prototipo del Panzer VIII Maus (“Topo”), un super carro armato da 188 tonnellate di stazza, forse il più mostruoso mai costruito. Aveva cingoli larghi un metro  per riuscire a spostarsi ed era equipaggiato con un motore Daimler da 1.200 Cv (aveva un peso specifico di 1kg/cmq). Il propulsore termico azionava due generatori che fornivano potenza ai motori elettrici posizionati negli assi motore dei cingoli. Il VIII Maus poteva anche guadare fiumi profondi fino a otto metri o viaggiare fino a 20 km/h. Risultano costruiti un prototipo e un esemplare definitivo (oggi uno è esposto in un museo in Russia) ma non si sa, se abbia mai partecipato a una battaglia. Non siamo, quindi, molto lontani dalla logica di un Petram: grande (diametro, nell’ordine dei 45 mm, spessore della cassa di almeno 20 mm) imponente come stile, pesante (siamo sui 250 grammi). Insomma: definirlo un bronzo extralarge rischia di essere addirittura irriverente nei suoi confronti.

CUSTOM ALL’ENNESIMA POTENZA

Il Petram è un “homage” a un VDB o un Kaventsmann ma il loro creatore si spinge molto oltre in chiave di unicità e di estremizzazione. Non è perciò semplice indossare un Petram. Utilizza molte parti originali degli orologi di partenza: di solito Petram riceve dal cliente un “donor” watch, una base su cui lavora, e da questo preleva gran parte della componentistica, a partire dal movimento. Petram lavora il metallo e crea la cassa. Non utilizza la fresa (sarebbe più semplice). Il risultato non è perfetto ma il valore dell’opera artigianale è molto elevato.

Successivamente viene aggiunto il movimento. Si tratta del calibro di serie fornito a Petram, revisionato in ogni sua parte e componente fino a tornare al 100% delle prestazioni.

QUADRANTE

Conclusa la cassa e installato il movimento Petram passa al quadrante. Questo è creato da lui (ma utilizza anche “donor dial” cioè i quadranti degli orologi di partenza) così come gli indici con luminescenza e le lancette. Il risultato è funzione del desiderio del cliente (ma per una creazione così particolare, forse, sarebbe meglio lasciare che l’artista crei in autonomia). Questo dipende, perciò, dalla richiesta: se il cliente ha desideri semplici da soddisfare un Petram nasce con (relativa) velocità (un paio di mesi). Un progetto complesso richiede tempo e si scontra con la sua disponibilità di tempo (“se e quando” Petram si lascia trovare). Va da sé che questi dichiara le normali prestazioni di un diver di qualità (anche 1.000 metri di profondità).

PREZZO E PRODUZIONE. Per un Petram si parte da circa 1.000€. Non è chiaro quanti ne siano stati prodotti fino a oggi. Un affezionato cliente dell’artigiano danese (ha acquistato già quattro esemplari e un quinto è in allestimento) afferma che ad oggi ne ha realizzati una ventina.